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 Chi corre vive di piu' e non si ammala di osteoporosi 

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Chi corre vive di piu' e non si ammala di osteoporosi
inserita il 12.02.2009
Due lavori scientifici recentissimi hanno dato ulteriori notizie sulla importanza della attivita' fisica e della corsa in particolare. Al di la' dell'aspetto tecnico, che riconferma molti dei dati gia' ipotizzati in passato, un elemento nuovo caratterizza questi risultati.

Chi corre, oltre ad essere piu' sano di fisico, ha di solito un miglior atteggiamento nei confronti della vita, si diverte di piu' e dedica piu' tempo alle cose piacevoli. E se il segreto della longevita' fosse qui?

Un articolo sull'invecchiamento pubblicato sull'American Journal of Psychiatry (Am J Psychiatry 2001 Jun;158(6):839-47) nel giugno di quest'anno dopo molti anni di studio, ha evidenziato che escludendo le caratteristiche genetiche non controllabili, si arriva "bene" o "male" ai 70-80 anni di eta' se si controllano fattori come istruzione, abuso alcolico, fumo, ma soprattutto indice di massa grassa e attivita' fisica.

Queste differenze sono significative soprattutto se i cambi di comportamento intervengono prima dei 50 anni (ma anche per chi inizia a 70 anni danno comunque un vantaggio).

Bisogna riflettere sul fatto che anche per i piu' pigri basta guardare il telegiornale con il meteo (mezz'ora al giorno) pedalando morbidamente su una cyclette per ottenere molti dei benefici della attivita' fisica.

Venti minuti di corsetta 3 volte alla settimana danno lo stesso effetto; muoversi in modo adeguato e' quindi una garanzia di salute attuale ma innegabilmente anche un sano investimento per il futuro.

L'Osterbro study, una ricerca danese effettuata su 5.000 persone in 30 anni, e pubblicata nel maggio 2001 (Ugeskr Laeger 2001 May 7;163(19):2633-5), ha evidenziato che la corsa "soft", quindi il semplice jogging fatto per diletto e non necessariamente finalizzato al conseguimento di risultati cronometrici, porta ad una notevole riduzione del tasso di mortalita'.

Questo non significa che chi corre e' immortale, ma che a parita' di fattori di confusione come pressione arteriosa elevata, fumo, diabete, consumo alcolico, stato sociale e istruzione, la probabilita' di morire in giovane eta', per chi pratica jogging, e' nettamente piu' bassa che per gli altri che non corrono.

Un articolo pubblicato nel luglio 2001 sull'American Journal of Public Health ha definito che anche una minima attivita' fisica determina un netto incremento della massa ossea se confrontata con il rischio di osteoporosi di chi non ne pratica nessuna.

Ma il vero "cambio di marcia" si ha nelle persone che fanno esercizio piu' di 8 volte al mese. Con il risultato di avere anche un minore indice di massa grassa. Ma l'aspetto più piacevole che emerge da questi lavori e' che chi fa attivita' sportiva ha in genere anche uno stile di vita piu' dinamico, e soprattutto dedica almeno il doppio del tempo di chi non la fa, ad attivita' di piacere e di svago; questo consente un notevole miglioramento delle condizioni generali di benessere.


Fonte: http://www.eurosalus.com 12.02.2009
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